Secondo gli esperti di Axios, il social network ha vulnerabilità che lo espongono a intrusioni come quella che ha colpito i profili di Obama e Musk. Una lezione arriva dal profilo di Trump

Alle indagini di Twitter, nelle ultime ore, si sono unite anche quelle dell’Fbi per individuare le persone coinvolte nell’attacco hacker del 15 luglio che ha preso di mira alcuni tra i personaggi pubblici più importanti al mondo, come il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Joe Biden o il fondatore di Microsoft Bill Gates.
Non sono stati ancora individuati i responsabili, ma dalle prime verifiche è emerso che gli hacker avevano già individuato altri 130 profili certificati (quelli che riportano la spunta blu) come destinatari di un prossimo attacco. Una circostanza che fa presagire che episodi del genere potrebbero verificarsi anche in futuro. Stando a quanto riporta Axios, Twitter avrebbe già messo in allerta politici, imprenditori, ufficiali pubblici e comitati elettorali. Ripetuti attacchi hacker rappresentano un pericolo soprattutto in vista delle prossime elezioni americane e mostrano quanto i social network siano vulnerabili.
Cosa succederà?
L’attuale senatore del Connecticut ed ex ministro di giustizia, Richard Blumenthal, ha spiegato che “da tempo Twitter era stato ripreso dalla Federal trade commission (Ftc) per un sistema di sicurezza lacunoso nella gestione dei suoi utenti. Certo poteva andare molto peggio, ma con le elezioni alle porte i rischi si fanno molto più concreti”. Dello stesso parere anche il senatore Mark Warner, vicepresidente del comitato di intelligence del Senato, che ha sottolineato come “ora la falla è stata sfruttata per una truffa, ma avrebbe potuto creare anche caso e panico dal punto di vista politico e sociale”. È opinione di molti osservatori che, al posto di una richiesta di bitcoin, il tweet avrebbe potuto contenere informazioni capaci di modificare equilibri di mercato, innescare crisi internazionali o, pensando alle presidenziali, falsificare informazioni sul voto.
Si è sfiorato per poco il disastro ma potrebbe non andare così la prossima volta. La soluzione non è così semplice ma, come ricorda sempre Axios, il caso di Donald Trump potrebbe fare scuola. Nel 2017, l’account del presidente era stato disattivato per sbaglio per 11 minuti e da allora sono stati rafforzati i livelli di sicurezza del profilo (e sarebbe uno dei motivi per cui non ha subito l’attacco hacker). Un’ipotesi, quindi, è applicare queste norme anche agli altri profili, anche se sicuramente non basta. Indagini della Federal trade commission, in occasioni precedenti, hanno dimostrato che il sistema di sicurezza di Twitter ha numerose falle, facilmente sfruttabili. Quindi, per Twitter venire a capo della questione potrebbe rivelarsi molto complicato.
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