
(ANSA) – PAVIA, 29 LUG – Figura anche l’epidemia colposa,
oltre a peculato e turbata libertà del procedimento, tra le
ipotesi di reato sulle quali sta indagando la Procura della
Repubblica di Pavia in merito all’accordo tra il Policlinico
San Matteo e la Diasorin per l’effettuazione dei test
sierologici per la diagnosi da Covid-19. A darne notizia è oggi
il quotidiano “La Provincia pavese”.
I magistrati stanno cercando di capire se la partenza solo a
fine aprile dei test possa aver contribuito al mancato
contenimento della diffusione del Coronavirus. In particolare si
sta facendo luce sul periodo compreso tra il 23 marzo (data in
cui venne sottoscritto l’accordo tra il San Matteo e la società
piemontese) e il 17 aprile, giorno in cui arrivò
l’autorizzazione al marchio CE indispensabile per effettuare i
test sierologici. Sono 8 gli indagati dalla Procura di Pavia:
l’avviso di garanzia è giunto nei giorni scorsi ai vertici del
San Matteo e della Diasorin. (ANSA)
