
Eppure tutto era iniziato davvero al meglio, con Petrucci in grado di tenere il passo del compagno Andrea Dovizioso nella prima parte della stagione e restare nella sua scia anche in classifica del mondiale. Il momento più bello è stato, senza ombra di dubbio, il fine settimana magico del Mugello dove è arrivata la prima vittoria della carriera e il prolungamento del contratto fino alla fine del 2020. Tutto sembrava andare per il verso giusto fino alla pausa estiva, pilota e moto erano in grande sintonia e Ducati pensava di aver trovato un più che degno compagno di squadra per Dovizioso in grado di aiutarlo quantomeno nell’eventuale rincorsa al titolo costruttori.
E invece di punto in bianco il mondo di Danilo Petrucci si è capovolto. Quello stesso pilota in grado di portare a casa tre podi e finire sempre tra i primi sei in gara da quel momento è entrato in un vortice negativo difficile da comprendere a pieno. Nonostante l’umbro sia sempre arrivato al traguardo dal ritorno in pista a Brno sono arrivati solamente 48 punti in 7 appuntamenti e quella sesta posizione, sinonimo di grande costanza prestazionale, non è stata più raggiunta nemmeno una volta. Inizialmente si era pensato ad una scarsa capacità di adattamento a particolari circuiti meno adatti alle imponenti caratteristiche fisiche dell’azzurro ma, col passare del tempo, è evidente che il problema sorto sia decisamente più generale e non caso-specifico.
A gettare ancora più benzina sul fuoco riguardo al traballante futuro di Petrucci c’è poi l’australiano Jack Miller, spesso elogiato internamente dai vertici di Borgo Panigale per i suoi risultati attuali con Pramac e che comincia ora a farsi veramente ingombrante nell’ottica di un posto col team ufficiale. Sembrava impossibile da ipotizzare a metà stagione ma l’australiano, con i podi di Brno e Aragon, ha pareggiato i piazzamenti nei primi tre di Petrucci nonostante un mezzo dal telaio e ciclistica decisamente meno aggiornati rispetto a quelli del rivale. Al momento preoccupa soprattutto l’aspetto umano e psicologico di Danilo, che pare non essere nemmeno vicino a capire il motivo di un passo indietro così evidente ma che dovrà tassativamente riuscirci già in queste ultime corse, se non vorrà rischiare brutte sorprese in vista del 2020.
Foto: LaPresse
michele.brugnara@oasport.it
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