Operazione della Guardia di finanza contro la startup bolognese della bioplastica. Bloccati 150 milioni di euro. Sospeso il titolo in Borsa

Un terremoto si è abbattuto su Bio-on, la startup bolognese della bioplastica. Con l’accusa di “false comunicazioni sociali delle società quotate e manipolazione di mercato” la Guardia di finanza ha fatto scattare misure cautelari per tre uomini di spicco della società emiliana, quotata al listino Aim di Borsa italiana (per le piccole imprese). Agli arresti domiciliari è finito il fondatore di Bio-on nonché presidente, Marco Astorri, mentre sono stati interdetti dall’esercizio di uffici direttivi, e quindi dal ruolo di amministratore o sindaco di società, l’altro fondatore, Guido Cicognani, e il presidente del collegio sindacale, Gianfranco Capodaglio. L’operazione Plastic Bubbles, guidata dalle fiamme gialle del comando provinciale di Bologna, coinvolge anche nove indagati, ha portato al sequestro di beni per 150 milioni di euro e a perquisizioni in Emilia Romagna, Lombardia e Lazio.
L’operazione della Guardia di finanza è l’ultima bufera che si abbatte su Bio-on, da quest’estate nel mirino delle accuse del fondo statunitense Quintessential capital management, che a fine luglio ha pubblicato un rapporto in cui contesta alla startup, guidata dai fondatori Marco Astorri e Guido Cicognani, di essere “una grande bolla, basata su tecnologia improbabile, con fatturato e crediti essenzialmente “simulati” grazie a un network di scatole vuote”. In aggiunta, scrive il fondo, “non ha ancora prodotto né venduto nulla”, “la situazione finanziaria risulta precaria e la contabilità presenta serie irregolarità”.
All’accusa sono seguiti il tracollo del titolo in Borsa, l’apertura del fascicolo da parte della Procura di Bologna, una denuncia contro il fondo newyorkese depositata da Astorri, che ha sempre rivendicato la correttezza del proprio operato, ai carabinieri e l’accensione del faro della Consob. Questa mattina, dopo la notizia dell’operazione delle fiamme gialle, Borsa italiana ha sospeso il titolo, che avrebbe segnato un teorico -50%. Le azioni sono passate in sei mesi dai 55,3 euro circa del 23 luglio scorso ai 10,42 euro di martedì 22 ottobre. E hanno subito un’ulteriore batosta dopo la pubblicazione della semestrale del gruppo, chiusa con un risultato negativo per 10 milioni di euro.
Leggi qui l’approfondimento sulle carte dell’inchiesta Bio-on
Le accuse del fondo
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