Esplosione Alessandria, un fermo per l’omicidio dei 3 vigili del fuoco

   
esplosione Alessandria
esplosione Alessandria

C’è un fermo per l’esplosione nella cascina che causò la morte di 3 vigli del fuoco. A poche ore dai funerali solenni di Antonino, Marco e Matteo nella cattedrale dei Santi Pietro e Marco di Alessandria, le indagini non si arrestano. Per esplosione Alessandria è stato fermato un soggetto ritenuto responsabile del rogo che ha ucciso i tre pompieri nella notte tra il 4 e il 5 novembre. Sull’uomo graverebbero le accuse di disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie.

Esplosione Alessandria, un fermo

L’esplosione della cascina a Quargnento è costata la vita a tre vigili del fuoco. Altri due pompieri e un carabiniere sono rimasti feriti. Ed è stato proprio il carabiniere Roberto Borlengo a chiamare i soccorsi, mentre sopportava l’immane dolore delle macerie che lentamente lo stavano schiacciando.

“Manda qualcuno perché è esploso tutto.

Tutti feriti, tutti quanti”. Comincia così la straziante telefonata di Borlengo ai colleghi. Fatica a stare al telefono, “sto male ve lo dico”. Quindi spiegava: “Io sono sotto qualcosa, non so cosa, sto malissimo. Siamo cotti. Dì di fare in fretta, di mandare delle gru, perché è crollato tutto. Manda qualcuno, ti prego, stanno morendo tutti qua. È esplosa la palazzina, eravamo andati a fare il sopralluogo ed è esplosa. Siamo messi tutti male”. Borlengo è affaticato, chiede insistentemente una gru che li soccorra, dei soccorsi rapidissimi: la situazione è critica.

Non perde lucidità Borlengo, che a un passo da lasciarsi andare dice al collega che sta dall’altra parte del telefono: “Pasquà, se va male digli a miei che gli voglio un mondo di bene.

Io sicuramente ho perso un occhio, sto perdendo un sacco di sangue. Ho un piede sotto una maceria. Sto quasi per svenire. Ma vedi te se devo morire così a 31 anni”.

Nelle ultime ore è stata fermata una persona, presunta responsabile dell’accaduto. La notizia è arrivata alle 2.29, nel cuore della notte di sabato 9 novembre. Sulla sua identità viene mantenuto il massimo riserbo. “Dovete beccarli, dovete fare di tutto per beccarli”, è stato l’appello rivolto dai parenti delle vittime al presidente del Consiglio, presente ai funerali dei 3 vigili del fuoco. “Bisogna capire perché e chi ha fatto questo”, fa eco il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Roberto Marchioni, che non nasconde la “rabbia” dei pompieri di fronte alla tragedia.

Le indagini

Nelle ultime ore e a distanza di pochi giorni dall’esplosione, si è arrivati a un primo risultato.

Proseguono le attività “serrate e articolate” dei carabinieri, sotto gli ordini del colonnello Michele Angelo Lorusso. Numerosi gli accertamenti tecnici e gli interrogatori eseguiti finora. Nelle ultime ore è stato ascoltato anche Giovanni Vincenti, proprietario dell’immobile andato distrutto.

“Non ho informazioni da dare, gli inquirenti stanno facendo accertamenti”, ha detto il figlio di Vincenti, Stefano, contattato al telefono. “Ho assistito all’interrogatorio, non posso dire nulla”, sono state invece le parole del legale Laura Mazzolini.

Saputo dell’interrogatorio, anche alcuni cittadini hanno raggiunto gli uffici dell’Arma. In tanti chiedono sia fatta giustizia. Poco dopo il comunicato che informa del fermo di polizia giudiziaria, anche Vincenti ha lasciato la caserma. Con lui c’erano altre due persone, a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta di colore grigio, la cui destinazione non è data a sapere.

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