MotoGP, Valentino Rossi un simbolo, molto più di un pilota. Yamaha pronta ad assecondare ogni volontà del pilota

   

Valentino Rossi più forte di una vittoria che manca da due anni e più e di un podio dal 13 aprile 2019, ad Austin? Sembrerebbe proprio di sì. Dai rumours che arrivano dal paddock pare proprio che il “Dottore” di appendere il casco al chiodo non ne abbia alcuna intenzione e l’ottima prova in Malesia (quarto posto) lo ha un po’ confortato.

Di fatto, la Yamaha, sotto certi aspetti, potrebbe essere rappresentata come una sorta di succursale di Tavullia. La casa di Iwata, infatti, non avrebbe intenzione di forzare la mano nei confronti del “Dottore”, nonostante la progressione del 2019 sia stata negativa. La permanenza di Rossi ha un valore simbolico e quindi tutte le decisioni partiranno prima dal pilota e la squadra agirà di conseguenza.

L’impressione è quindi che Valentino voglia andare oltre il 2020 e continuare la propria avventura in sella, non curandosi eccessivamente delle chiacchiere o delle critiche, ma andando avanti per la sua strada, finché dura il divertimento. La consapevolezza di non essere più il migliore del lotto, in senso meramente agonistico, viene compensata dalla voglia di gareggiare e sfidare chi ha meno primavere sulle spalle e, perché no, imparare qualcosa. Viene in mente la famosa frenata con le due dita. Certo, un particolare, che però è significativo di cosa sia il “46”.

L’allargamento allo status di “ufficiale” del francese Fabio Quartararo sicuramente renderà la battaglia ancora più interessante, ma il “Dottore” è pronto e, quando sarà il momento di tirare le somme, si deciderà. Non resta che attendere il giudizio della pista.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

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Foto: LaPresse

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