Google riscrive le regole per la pubblicità politica

Le nuove policy di Big G ammettono forme di micro-targeting, anche se limitate. E c’è uno stop alle inserzioni false. Da dicembre un archivio con tutti i dati sugli investimenti

Google(Photo by Lyu Liang/VCG via Getty Images)

Recentemente la pubblicità politica sulle piattaforme web è diventata argomento di dibattito e motivo di cambiamenti delle regole dei giganti del web. Anche Google, dopo Facebook e Twitter, ha deciso di apportare qualche modifica al modo in cui gestisce gli annunci politici sulle sue piattaforme a livello globale.

Da sempre Google non consente il microtargeting per gli annunci politici sulle sue piattaforme. Ciò vuol dire che la portata della distribuzione di un annuncio non è mai stata destinata a gruppi precisi di persone definiti da determinati parametri.

Con le nuove regole Big G inserirà una sorta di microtargeting per delimitare il pubblico a cui fanno riferimento gli annunci aggiungendo la possibilità di mirare a delle categorie generiche selezionate in base all’età, al sesso e al codice postale del pubblico di riferimento.

Questo pseudo-microtargeting si affiancherà al classico sistema di targeting contestuale, come, per esempio, pubblicare annunci a persone che leggono o guardano una storia sull’economia. Queste modifiche permetteranno agli annunci pubblicitari di essere più visibili sulle piattaforme di Big G.

Oltre a sistemare il modo con cui indirizzare gli annunci, Google ha deciso di dare una sistemata anche alle norme che regolano la creazione degli annunci specificando chiaramente che “è contro le nostre politiche che qualsiasi inserzionista presenti una falsa inserzione, sia che si tratti di un annuncio sul prezzo di un seggio o di uno che affermi che è possibile votare tramite messaggio di testo, che il giorno delle elezioni è rinviato o che un candidato è morto”.

Pertanto Google vieterà di creare annunci falsi supportati da fake news o da documenti falsi e manipolati ma, ammette Big G, “riconosciamo che un dialogo politico solido è una parte importante della democrazia”. Per questo motivo il gigante del web si aspetta un numero limitato di annunci politici sui quali prenderà provvedimenti.

Infine Google annuncia che “a partire dal 3 dicembre 2019, espanderemo la copertura della nostra trasparenza sulla pubblicità elettorale per includere candidati e titolari di cariche a livello statale, esiti del voto e annunci che menzionano i partiti politici federali o statali.

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