
L’opera “Spatial Bodies: Hong Kong e Shenzhen” dell’artista Stefan Larsson ridisegna le due città, animate da edifici che cambiano pelle e prendono vita
Un labirinto animato di edifici che cambiano pelle, con cemento e acciaio che si mescolano alla vegetazione in una metropoli distorta, in cui tutti gli elementi architettonici prendono vita. Così l’artista Stefan Larsson, svedese trapianto in Giappone e in questo caso nelle vesti di Aujik, ha immaginato il volto di Hong Kong e Shenzhen in Spatial Bodies, lavoro commissionato dalla Biennale di architettura della città cinese, che nelle oltre 140 opere in rassegna propone uno spunto sull’impatto che le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale potranno avere sull’urbanizzazione e sulla quotidianità delle persone che vivono nei grandi centri.
Utilizzando la realtà aumentata, l’opera multimediale rappresenta l’evoluzione continua delle città in cui i grattacieli mutano faccia e guadagnano elementi umani e animali, come code e arti, mentre le facciate imitano dei corpi in movimento (cui ammicca il titolo del video). Arricchito dalla musica di Daisuke Tanabe, il progetto si lega al filone già avviato in precedenza da Larsson con la futura trasformazione di Osaka.
Leggi anche
