
È cominciata la riunione tra i ministri a palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per fare il punto sulle misure da adottare in contrasto al coronavirus. La linea, stando a quanto trapela anche dalle riunioni che si sono tenute ieri tra il premier, i capi delegazione della maggioranza e i capigruppo dei partiti, è quella di puntare alla gestione dell’emergenza sanitaria e solo in un secondo momento concentrarsi sul rilancio delle misure economiche. Durante tale riunione è stata valutata anche la chiusura di tutte le scuole.
Ieri soprattutto i partiti dell’opposizione hanno chiesto misure straordinarie per supportare le imprese in difficoltà, non solo quelle della zona rossa, ma – è stato sottolineato dai membri del governo – la priorità e’ ora quella di fermare la diffusione del virus. Anche per questo motivo all’incontro non era presente il ministro dell’Economia Gualtieri. Gli effetti delle prime misure prese nelle zone rosse – è stato spiegato – si vedranno nei prossimi giorni, poi sarà possibile fare una valutazione globale.
Il secondo decreto dovrebbe arrivare la prossima settimana, una volta ottenuto il via libera del Parlamento allo sforamento del deficit dello 0,2%: risorse aggiuntive per circa 4 miliardi che andranno a coprire, in primis, le spese sanitarie e gli interventi a sostegno di tutto il sistema produttivo. Arriverà poi un terzo decreto più organico con un’accelerazione sugli investimenti che prevederà, tra l’altro, lo sblocco dei cantieri e un intervento sulle semplificazioni normative. Ma al momento il primo passaggio sarà il nuovo Dpcm che raccoglierà le indicazioni del comitato scientifico arrivate ieri al governo: stop a convegni, congressi, manifestazioni, anche a quelle sportive, evitare abbracci e strette di mano, starnutire e tossire in un fazzoletto evitando qualsiasi tipo di contatto; chi ha oltre 75 anni e a chi ne ha più di 65 ed è ammalato l’invito è a rimanere a casa e a non frequentare luoghi affollati.
Ci sarà una campagna di comunicazione sui cambiamenti delle condotte e degli stili di vita. Conte ieri – riferiscono fonti parlamentari – ha ribadito la necessità di non discostarsi dalle linee medico-scientifiche. E si è detto pronto a varare nuove misure, in una linea di massima trasparenza e con il pieno coinvolgimento e la collaborazione delle Regioni.
Speranza punta a un incremento dei posti letto
L’incontro di ieri si è aperto, dopo il ringraziamento del premier alle forze politiche per il voto unitario sul primo decreto e la difesa per la scelta di bloccare i voli dalla Cina, con l’informativa del ministro Speranza. Il responsabile del dicastero della Salute ha ribadito che la situazione è seria e da non sottovalutare. Con l’obiettivo primario del contenimento della diffusione del contagio che sta mettendo a dura prova tutto il sistema sanitario nazionale. Da qui la necessità di richiamare i medici in pensione e la ‘mission’ di aumentare i posti letti nelle strutture ospedaliere. Si punta – ha spiegato Speranza – ad un incremento del 50% dei posti letto in terapia intensiva e del 100% nelle unità di pneumologia e malattie infettive.
Nella riunione si è ribadita la necessità di valutare nei prossimi giorni tutte le possibili misure e qualora arrivassero delle indicazioni precise anche l’eventualità della chiusura delle scuole. Nessun via libera per ora in ogni caso e nessun via libera ufficiale anche per quanto riguardo il rinvio del referendum sul taglio del numero dei parlamentari: il presidente del Consiglio – spiegano le stesse fonti – ha sottolineato che si aspetterà fino all’ultimo giorno per decidere, sulla base della situazione sanitaria.
Venerdì – ha fatto poi sapere il ministro Speranza – ci sarà una riunione dei ministri della Sanità dell’Unione europea. Dall’esecutivo è arrivato semaforo verde per il superamento da parte delle regioni del tetto delle spese sanitarie e la spiegazione che con il nuovo Dpcm si lascerà alla Lega calcio di scegliere di decidere se far tenere le manifestazioni sportive a porte chiuse oppure di rinviarle.
- 13:52
25 mila bergamaschi potrebbero finire nella zona rossa
Sono oltre 25 mila i bergamaschi che risiedono intorno ai Comuni di Nembro e Alzano Lombardo, in valle Seriana (Bergamo), che potrebbero essere inseriti nella zona rossa. In provincia di Bergamo sono 372 i positivi al coronavirus gia’ accertati; tra questi c’e’ anche il sindaco di Nembro.
- 13:40
Spadafora: tutte le partite potrebbero essere svolte a porte chiuse
“Si va verso questo tipo di provvedimento”. Cosi’ il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha risposto a chi gli chiedeva dell’ipotesi di svolgere a porte chiuse tutte le manifestazioni sportive. “Cercheremo di contemplare il proseguo delle attività sportive e anche del campionato ma nel rispetto della salute di tutti”, ha aggiunto.
- 12:20
22 pazienti ricoverati allo Spallanzani
Sono 22 i ricoverati totali per coronavirus allo Spallanzani di Roma. 20 i pazienti risultati positivi negli ultimi giorni, a cui si aggiungono i due cinesi ricoverati da settimane.
- 12:00
Possibile la chiusura delle scuole in tutta Italia
Gia’ ieri sera durante la riunione che il premier Giuseppe Conte ha avuto con i capi delegazione e con i rappresentanti di maggioranza e opposizione si era affrontata la possibilita’ di valutare la chiusura delle scuole come misura di contrasto al coronavirus. Discussione che e’ approdata oggi sul tavolo della riunione dei ministri in corso a palazzo Chigi. Si sta valutando, la discussione e’ aperta, viene spiegato.
- 11:33
Piano per un aumento dei posti in terapia intensiva
Il Governo sta predisponendo un piano per l’aumento dei posti letto nelle terapie intensive e nei reparti di malattie infettive e pneumologia. Il piano del ministero della Salute, che probabilmente sarà poi inserito in un provvedimento più complessivo dell’esecutivo, fisserebbe degli obiettivi già preannunciati nei giorni scorsi: “Si sta lavorando – aveva anticipato ieri la sottosegretaria Zampa – ad un aumento del 50% dei posti in terapia intensiva nelle regioni più interessate dal fenomeno”. Mentre saranno percentualmente di più i nuovi posti letto per gli altri reparti interessati. Prevista inoltre una rimodulazione delle attività degli ospedali, con alcune strutture soprattutto in Lombardia dedicate esclusivamente al coronavirus, e il dislocamento di medici e operatori sanitari in base alle esigenze dei territori.
