Salvini e Bocelli al convegno dei “negazionisti”, attaccano chi diffonde paura in nome del Coronavirus
Il tenore Andrea Bocelli e il leader della Lega Matteo Salvini sono intervenuti durante il convegno tenutosi presso la biblioteca del Senato a Piazza della Minerva, attaccando il governo
“Io la mascherina non ce l’ho e non me la metto”. Dopo avere schivato i giornalisti, rei a suo avviso di volergli porre domande tendenziose sulla vicenda dei camici in Lombardia che ha coinvolto il governatore Attilio Fontana, il leader leghista Matteo Salvini, facendo il proprio ingresso al convegno “Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritti“, dribbla anche le norme anti-Covid in vigore negli edifici pubblici.
E lo ha fatto in un modo palese, rifiutando anche la mascherina che gli è stata porta, dopo il sollecito a indossarne una, da parte di un assistente parlamentare. Il convegno, organizzato dal senatore del Carroccio Armando Siri e da Vittorio Sgarbi, si svolgeva in una sede parlamentare quale è la biblioteca del Senato, a Piazza della Minerva.
Come riporta “La Repubblica” nel corso della mattinata sono intervenute personalità dei campi più disparati (a partire dal cantante Andrea Bocelli) accomunati dal fatto di avere una visione critica su come il governo e il cts hanno affrontato l’emergenza coronavirus in Italia. “C’è la sensazione di essere in un ritrovo di carbonari, di negazionisti – ha detto il leader della Lega – se c’è gente strana, io qui mi trovo benissimo. La libertà di pensiero è il primo bene a rischio: c’è un fronte di chi ha un’idea diversa rispetto al mainstream. Io mi sono rifiutato di salutare di gomito. Se uno mi allunga la mano, mi autodenuncio, gli do la mano. Tanto un processo più, un processo meno. I bollettini di contagio – ha concluso rincarando la dose – sono terrorismo mediatico”.
La testimonianza di Bocelli
Durante il lockdown “mi sono sentito umiliato e offeso perche’ non potevo uscire da casa”. Lo ha affermato il tenore Andrea Bocelli intervenendo al convegno ‘Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritti’, in corso al Senato. Bocelli ha riconosciuto di aver “violato le restrizioni uscendo lo stesso, perché ho una certa età e ho bisogno del sole”.
Il tenore ha poi aggiunto: “All’inizio del lockdown ho quindi chiamato Renzi, Salvini e Berlusconi, tutti quelli che conoscevo insomma, nel tentativo di creare un fronte trasversale, fatto di persone di buon senso, per fare qualcosa tutti insieme”. E ha concluso: “Non posso pensare alla celerità con la quale sono state chiuse le scuole e, dall’altra parte, con la quale le discoteche si sono di nuovo riempite”.
