AGI – Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, respinge “al mittente” le accuse di aver fatto trapelare la notizia che ha scoperchiato il caso dei parlamentari che hanno chiesto – e ottenuto – il bonus da 600 euro pensato per aiutare le partite Iva in difficoltà davanti alla pandemia da Coronavirus. 

Prima pagare, successivamente controllare

L’Inps, ha spiegato in audizione informale alla commissione Lavoro della Camera, si è basata “sulla legge”. “Con il decreto Cura Italia il governo ha cercato di dare una risposta veloce ai cittadini che ne avevano bisogno, in momenti convulsi – ha detto – L’Istituto ha risposto in modo efficace predisponendo una misura che non esisteva, appunto il bonus degli autonomi, lo ha elargito in 15 giorni. La procedura costruita dall’amministrazione si basa sulla legge. Automaticamente l’istituto paga il bonus ai richiedenti se ne ricorrono le condizioni e se li trova nei nostri archivi”.

Per Tridico, dunque, quando il bonus di 600 euro è stato istituito “l’importante era pagare e non controllare, pagare subito e successivamente controllare”. “Ora si apre la fase dei controlli, sui quali saremo altrettanto attenti”.

“La notizia non è certo venuta da noi”

Al tempo stesso il presidente dell’Inps ha tenuto a discolpare l’istituto e se stesso dalle accuse di essere la ‘gola profonda’ che ha scoperchiato il caso. “La notizia non è certo venuta dall’Istituto e non è uscita in modo più assoluto né direttamente né indirettamente dal sottoscritto”, ha attaccato. Per questo, ha aggiunto Tridico, le accuse che gli sono state rivolte da diverse parti “sono infondate e da rimandare al mittente”, ha aggiunto.

“Rimando a tutti i mittenti le accuse verso il sottoscritto e verso l’Istituto di un’azione manipolata architetta”, ha ribadito, sottolineando che “l’azione da parte delle tecnostrutture – che è indipendente e autonoma rispetto al sottoscritto – è stata egregia come anche quella di tutti i 30mila dipendenti dell’istituto che in questo periodo hanno dato lacrime e sangue per mettersi al servizio del paese e pagare tutto ciò che c’era da pagare”. In ogni caso Tridico ha “già ordinato un audit interno” per capire se le notizie sono arrivate in qualche modo dall’Inps a Repubblica, che ha sollevato il caso. “La stessa notizia del 200 politici a livello nazionale e dei 5 deputati che avevano chiesto il bonus dei 600 euro l’ho condivisa a fine maggio con il cda dell’istituto. Questo per permettere successivamente alle strutture di poter fare le verifiche del caso”.

La privacy garantita 

“La notizia esce il 9 agosto senza i nomi perché i nomi non li sa nessuno. I nomi non li dà l’Istituto che garantisce la privacy. Anche oggi avete visto che nessuno ha dato i nomi”, ha continuato la propria arringa il presidente dell’Inps, sottolineando che quelli noti riguardano persone che “si sono autodenunciate negli ultimi giorni, sia per i politici locali che per i politici nazionali”. Il direttore di Repubblica, Maurizio Molinari, il 7 agosto ha chiesto al presidente dell’Inps i nomi dei cinque parlamentari che hanno chiesto e ricevuto il bonus di 600 euro per le partite Iva “che non gli ho dato”. Chiunque sostenga che sia stato Tridico a far filtrare la notizia “lo fa per fini che sfuggono, fantasiosi”. 

Sul tema interviene anche la direzione del quotidiano che spiega: “Venerdì 7 agosto ‘Repubblica’ ha chiesto al presidente dell’Inps una conferma della notizia sul bonus Iva percepito da cinque parlamentari. La notizia era arrivata al giornale tramite un’altra fonte la cui identità non sarà rivelata in linea con quanto scritto nel codice deontologico dei giornalisti”. 

Il presidente dell’Inps ha ribadito anche l’importanza dell’attività antifrode “in un Paese come il nostro in cui ci sono 115 miliardi di evasione fiscale e contributiva, dove ci sono danni fraudolenti a danno dall’Istituto”. “Noi quotidianamente subiamo attacchi da individui e anche da organizzazioni criminali che vogliono sottrarre risorse pubbliche. E siamo a protezione di queste risorse pubbliche, al servizio del paese e per tutelare interesse del futuro previdenziale dei cittadini”

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