Da Twitch a TikTok, quali sono le altre piattaforme che hanno bloccato i profili di Trump e dei suoi sostenitori

Non solo Twitter e Facebook. Da Discord a Reddit, da Snapchat a Youtube, stop a fake news e teorie del complotto. Fermati anche ecommerce e pagamenti del sito della campagna elettorale

(Foto: Mandel Ngan/Afp via Getty Images)

Twitter e Facebook hanno sospeso Donald Trump dalle loro piattaforme, Google e Apple hanno rimosso Parler, il social network conservatore dell’estrema destra, dai loro app store e Amazon Web Service ha sospeso a quest’ultimo il servizio di hosting. Ma sulle altre piattaforme social e di condivisione contenuti cosa sta succedendo? Provvedimenti contro Trump, i suoi sostenitori e i complottisti di QAnon sono stati presi da tutti i social network.

Snapchat e TikTok

Le due piattaforme, che hanno fatto dei contenuti brevi la loro peculiarità, hanno bloccato i relativi profili utilizzati dal presidente uscente degli Stati Uniti per ricondividere i contenuti di Twitter e Facebook. Entrambe hanno poi rimosso i contenuti legati alle teorie complottistiche di QAnon e limitato la visibilità dei video dell’attacco al Campidoglio.

Twitch

La piattaforma di Amazon specializzata nelle trasmissioni streaming in diretta ha deciso di sospendere l’account di Donald Trump, creato durante la campagna elettorale, per un periodo indefinito. La società ha spiegato che “date le circostanze eccezionali e la retorica infiammatoria del presidente, riteniamo che questo sia un passo necessario per proteggere le nostre comunità e impedire che Twitch venga utilizzato per incitare ulteriori violenze”. Amazon deciderà il da farsi dopo il giuramento del presidente eletto Joe Biden che avverrà il 20 gennaio.

YouTube

Il portale video di Google non ha sospeso l’account di Donald Trump ma ha preferito eliminare il video pubblicato il 6 gennaio. La piattaforma video di Big G ha inoltre modificato le sue regole per la moderazione dei contenuti imponendo che, d’ora in poi, qualsiasi utente che pubblichi un video che contesti il risultato le elezioni presidenziali americane verrà sospeso per una settimana ricevendo quello che viene chiamato Strike. Come nel baseball, al terzo strike YouTube deciderà se sospendere l’utente per 90 giorni o in maniera definitiva. La nuova politica non guarderà in faccia a nessuno, fa sapere YouTube, applicandosi a “qualunque canale e a chiunque ci sia dietro”.

Discord e Reddit

Anche questi due portali sono intervenuti per mettere un freno alla diffusione di odio online e di fake news collegate alla teoria complottistica di QAnon. Per farlo Discord, piattaforma per chat vocali e testuali, ha quindi chiuso un server chiamato The Donald che ospitava la community pro-Trump collegata al subreddit r/The_Donald. Questa community era già stata sospesa per due settimane nel 2019 per la violazione delle regole di Reddit e cancellata per gli stessi motivi dalla piattaforma a lo scorso giugno. Reddit ha eliminato anche il subreddit r/donaldtrump, che ospitava degli estremisti trumpiani, giustificando la chiusura “date le ripetute violazioni delle politiche negli ultimi giorni per quanto riguarda la violenza al Campidoglio degli Stati Uniti”.

Shopify e Stripe

La piattaforma di ecommerce Shopify ha chiuso gli shop del comitato elettorale di Donald Trump e della Trump Organization. Qui era possibile acquistare cappellini, adesivi e magliette con lo slogan Make America Great Again. La società ha affermato che “le azioni del presidente Donald Trump violano i nostri termini di servizio, che vietano la promozione o il sostegno di organizzazioni o individui che chiudono un occhio sulla violenza se promuove una causa”. Anche la società fintech Stripe ha interrotto il processamento dei pagamenti verso il sito della campagna elettorale di Trump, stando al Wall Street Journal.

Twitter

Infine Twitter non si è limitato a silenziare Trump ma ha sospeso anche gli account dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Michael Flynn, dell’avvocato del magnate, Sidney Powell, e del co-proprietario del sito internet 8kun, Ron Watkins. Il motivo della chiusura dei loro profili è il medesimo: la continua condivisione di materiali collegati alla teoria di QAnon che alimentano l’odio di massa. “Siamo stati chiari sul fatto che intraprenderemo una forte azione di contrasto sui comportamenti che possono potenzialmente portare a danni offline” ha spiegato Twitter a BuzzFeed News.

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