Google accetta di pagare gli editori francesi per le notizie

È il primo accordo di questo tipo in Europa e arriva dopo la direttiva copyright europea approvata nel 2019. Vari i criteri analizzati per stabilire la remunerazione

(Photo Illustration by Rafael Henrique/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

Google e un’associazione di editori francesi hanno annunciato di aver raggiunto un accordo quadro sul copyright, in base al quale il gigante del tech americano pagherà gli editori per i contenuti online. È una prima volta in Europa. Finora Google aveva firmato solo accordi individuali con alcune pubblicazioni transalpine, inclusi quotidiani come Le Monde, Libération e Le Figaro. La trattativa era rimasta in corso con l’Alliance de la presse d’information générale (Apig), che cura gli interessi dell’intero settore. Ora, i principi concordati tra le due parti includono criteri come il volume giornaliero di pubblicazioni, il traffico mensile su internet e il “contributo all’informazione generale e politica”, si dice in una dichiarazione.

Tuttavia, Google e Apig non hanno dichiarato quanto denaro verrà redistribuito, in base all’accordo, ai membri dell’associazione di editori che include editori nazionali e locali. Nessun dettaglio è stato fornito riguardo ai criteri di remunerazione. L’annuncio arriva dopo mesi di trattative, fra Google, editori francesi e agenzie stampa su come applicare la direttiva europea approvata nel 2019 che consente agli editori di contrattare una tariffa alle piattaforme online. La legge che dovrebbe recepirla in Italia è stata approvata dal Senato ed è in attesa alla Camera, ma il tempo stringe: la scadenza dei due anni è fissata a giugno. Tra le altre cose, il governo dovrà definire il concetto di ‘estratti molto brevi’, in modo da non pregiudicare la libera circolazione delle informazioni.

La questione è molto intricata e assume diverse sfaccettature da paese a paese. La settimana scorsa, per esempio, in Australia Google ha fatto sparire i link di alcune testate dai risultati di ricerca per un “esperimento”, che sarebbe stato volto a determinare il valore del servizio, mentre il governo di Canberra è al lavoro su una proposta di legge per obbligare i colossi del web a pagare agli editori i contenuti condivisi.

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