
Dalle bucce di patate ai gambi dei broccoli, dalle lische di pesce alle foglie delle carote: per celebrare l’ottava Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, che ricorre oggi 5 febbraio, abbiamo raccolto qualche consiglio per avere un approccio zero waste (anche) ai fornelli
La lotta allo spreco alimentare passa anche dalle bucce di patate. Per limitare l’enorme quantità di cibo che viene gettato (nel 2011 la Fao aveva calcolato che un terzo degli alimenti prodotti nel mondo finisce nella spazzatura, nel 2016 in Europa si parlava di 88 milioni di tonnellate) servono anche i piccoli gesti, come imparare a riutilizzare in cucina gli scarti che, in modo automatico, butteremmo via. Gambi, torsoli e foglie ammaccate, infatti, possono trasformarsi in vellutate, chips croccanti e brodi fumanti.
Serve, naturalmente, un cambio di prospettiva e la voglia di salvare quelle parti di frutta e verdura (meglio se biologiche) che siamo abituati a considerare avanzi. Nella gallery trovate suggerimenti e dritte per sperimentare la cucina con gli scarti, che potrebbe anche darvi buone soddisfazioni. Senza dimenticare le altre pratiche della lotta agli sprechi, che è una questione sia ambientale sia di fame nel mondo: fare la lista della spesa per evitare di comprare cose che non servono, controllare le date di scadenza, organizzare il frigorifero in modo da consumare prima gli alimenti più vecchi, condividere il cibo se non si riesce a consumarlo, non ordinare in eccesso al ristorante (o dal delivery)…
Certo, l’approccio zero waste ai fornelli di casa è un aspetto della lotta agli sprechi. Lo ricorda l’ottava Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, che si svolge oggi venerdì 5 febbraio. Il tema di quest’anno (“Stop food waste. One Health, one planet”) viene sviscerato nel forum online in programma alle 11.30, con la partecipazione – da confermare – del ministro dell’Ambiente Sergio Costa. In questa occasione viene presentato il report annuale di Waste Watcher, che analizza i comportamenti degli italiani anno dopo anno. Particolarmente interessante è capire come la pandemia abbia influito sull’argomento.
Leggi anche
Potrebbe interessarti anche
