Luna Rossa, l’impresa finisce qui
New Zealand allunga e vince, Luna Rossa a testa alta
Serviva davvero un miracolo. E non c’è stato. Dopo buona partenza, avanti di uno spruzzo, Luna Rossa sbaglia subito, non «coprendo» e lasciando a Te Rehutai la destra del campo. L’ampio split tra le imbarcazioni favorisce sempre Te Rehutai, che a vele scoperte è più veloce di Luna Rossa. Al gate-3, quello che segna la metà della gara, la prua dell’AC75 italiano transita infatti con 27 secondi di ritardo. La gara è già segnata. Riporta VanityFair.it
Col vento in poppa Team New Zealand allunga, per Luna Rossa il mare si fa in salita e al nostro equipaggio non resta che guardare gli avversari, sempre più lontani.
Al traguardo è festa neozelandese (al quarto successo), per Team Prada Pirelli resta la sensazione di aver gettato al vento una grande occasione.
Ma la sua avventura in questa trentaseiesima edizione di Coppa America resta comunque un successo che fa la storia. Mai un challenger italiano era riuscito a vincere più di una regata. Averne conquistate tre è un grande salto in avanti che consente di guardare nuovi orizzonti con fiducia, è su questa scia che va costruito il futuro.
Luna Rossa è un’imbarcazione tutta «made in Italy», il risultato di anni di lavoro. L’orgoglio di aver messo in acqua uno scafo così competitivo resta, così come il sale dell’acqua di mare che brucia sulla ferita aperta da una sconfitta comunque giusta. Te Rehutai ha infatti dimostrato non solo di essere più veloce in mare aperto, ma anche di affrontare i giri alle boe con una dinamicità maggiore.
«Voglio complimentarmi con Team New Zealand, hanno fatto un lavoro fantastico», le parole di Francesco Bruni, co-timoniere di Luna Rossa, «per noi è stata un’esperienza bellissima, abbiamo mostrato al mondo che possiamo farcela». Il velista siciliano è già proiettato nel futuro. «Voglio dire subito che non è finita. Il signor Bertelli e Luna Rossa ci riproveranno».
Intanto sul campo di gara iniziano le operazioni di chiusura. Da stanotte torneremo a dormire un po’ di più, ma la sveglia alle 4 ci mancherà.
