La Hurtig annuncia su Instagram di diventare mamma
Lina e Lisa, presto mamme
Lina Hurtig ha 25 anni, è svedese, gioca in Italia, con la Juventus Women. È una donna felice. Ha appena annunciato sui social che sua moglie, Lisa Lantz, è incinta. «Divento mamma, mia moglie aspetta un bambino». In una lunga intervista sul canale YouTube del club bianconero hanno svelato che presto saranno in tre: «Senza il calcio non ci saremmo mai conosciute», ha detto Lina. Il primo incontro risale infatti a sette anni fa, quando le due ragazze giocavano insieme in Svezia, nel Linköpings (Lisa veste ancora quella maglia). Scrive VanityFair.it
Poco dopo si sono sposate.
Quando ai Mondiali di Francia 2019 la Svezia vinse con la Thailandia, Lina cercò sua moglie tra il pubblico e corse a baciarla. «Abbiamo deciso di iniziare a provare ad avere un bambino lo scorso ottobre, ed è successo molto velocemente – racconta Lina Hurtig – A novembre lei era in Svezia e io in Italia, mi ha chiamato dicendomi di essere incinta. È successo tutto così velocemente, non ce l’aspettavamo».
L’omosessualità nel calcio – maschile e femminile – per molto tempo è stata un tabù. Oggi per fortuna le cose stanno cambiando. Per decenni l’unica regola è stata: non parlarne, rimuovere, glissare, far finta di niente, ostentare una liberalità di facciata. Insulti, minacce, ammiccamenti: la questione è spesso stata trattata così, con superficialità e ignoranza. Ci sono stati campioni che hanno sfidato i pregiudizi, l’hanno fatto con coraggio e mettendo in conto l’inevitabile «shit-storm» che si sarebbe rovesciata su di loro. Oggi – come dicevamo – per fortuna le cose stanno cambiando, almeno in campo femminile.
La tennista francese Amelie Mauresmo vent’anni fa dichiarò di essere lesbica. La accusarono di farlo per pubblicità, in realtà Mauresmo perse molti sponsor. Cinque anni fa ha dato alla luce un bambino. Megan Rapinoe, la capitana della nazionale americana che nel 2019 si è laureata campione del mondo, è ormai un’icona del movimento Lgbt e non perde occasione per schierarsi a favore della parità dei diritti per tutti. In Italia è tutto molto più complicato. Ma la gioia di Lina Hurtig e della sua compagna possono indicare una strada, alzare il velo su un nuovo orizzonte. «Nostro figlio o nostra figlia crescerà facendo quello che preferisce – ha raccontato Lisa Lantz – Non mi spiacerebbe se giocasse a calcio un giorno, ma faccia ciò che vuole purché sia felice».
