Amazon ha cercato di costringere un venditore a raccogliere i dati personali degli utenti

È successo a Ecobee, che produce dispositivi per la smart home: Amazon ha utilizzato il suo potere negoziale per obbligarla a cedere i dati dei suoi utenti, altrimenti avrebbe minacciato di rimuovere i suoi prodotti in vendita, scrive il Wall Street Journal

Un magazzino di Amazon (Foto di Paul Hennessy/NurPhoto via Getty Images)
(foto: Paul Hennessy/NurPhoto via Getty Images)

Amazon ha cercato di usare il suo potere da monopolista de facto dell’ecommerce per costringere l’azienda produttrice di prodotti per la smart home, Ecobee, a raccogliere i dati dei suoi utenti in cambio della possibilità di vendere i propri prodotti sul portale. Secondo un’indagine del Wall Street Journal durante l’anno scorso Amazon avrebbe intavolato delle trattative per ottenere i dati degli utenti raccolti dai prodotti di Ecobee, che per funzionare si interfacciano con Alexa, anche quando le persone non stavano utilizzando attivamente l’assistente vocale.

L’azienda fondata da Jeff Bezos, secondo il Wsj, avrebbe insistito usando la propria piattaforma e l’esposizione mediatica che questa poteva fornire ai prodotti di Ecobee, come metodo di persuasione al fine di convincere l’azienda a cedere i preziosi dati personali dei suoi utenti.

Ecobee però ha rifiutato l’offerta di Amazon rischiando che il colosso le facesse terra bruciata attorno e che non le consentisse di vendere sulla piattaforma. Cosa che però non è accaduta perché, ad oggi, i prodotti di Ecobee sono reperibili e acquistabili su Amazon.

La piccola società canadese non ha ceduto alle pressioni della società di Bezos perché, si apprende, temeva che il rispetto delle richieste del colosso avrebbe comportato una violazione della privacy dei propri clienti. Inoltre, secondo le fondi del Wsj, un altro motivo per cui Ecobee non avrebbe concesso a Amazon i dati dei suoi utenti sarebbe legato alla paura che il colosso di Seattle avrebbe usato questi dati per costruire dei propri prodotti che avrebbero fatto concorrenza ai suoi, inevitabilmente escludendoli dal mercato. Questa paura deriva dal fatto che, come emerso da alcune indagini dell’antitrust statunitense, il colosso dell’ecommerce in passato ha già raccolto i dati di vendita non pubblici dei propri partner e di utilizzarli per sviluppare dei propri prodotti concorrenti.

Amazon, che in più occasioni ha attirato su di sé l’occhio indagatore dell’antitrust, utilizzando la sua posizione dominante sul mercato per imporre condizioni ai clienti, come nel caso di Ecobee, potrebbe dunque sollevare nuovi polveroni e attrarre altre indagini da parte dei garanti della concorrenza e del mercato.

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