Quali sono i siti che emettono più anidride carbonica?

Ogni visita a un sito web, ogni like, ogni condivisione consuma energia elettrica la cui produzione emette CO2 nell’atmosfera. WebsiteToolTester ha calcolato chi sono i maggiori inquinatori del web

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Navigando giornalmente sul web, è raro che gli utenti si rendano conto delle emissioni di CO2 prodotte dai siti che visitano. Eppure il problema esiste. E sebbene colossi come Google e Facebook si sono impegnati a eliminare tutte le loro emissioni di carbonio entro il 2030, non tutti sul web hanno un occhio di riguardo per l’ambiente.

Per scoprire quali sono i più rispettosi dell’ambiente e quali i più negligenti, WebsiteToolTester ha effettuato un’analisi di oltre 200 tra le homepage dei più popolari siti internet, scoprendo che quella di YouTube ha il peggior valore di emissione di CO2 annuale.

Con il suo enorme traffico annuale causato dal passaggio di oltre 360 miliardi di utenti sul suo sito, il portale video di Google produce 702 miliardi di grammi di anidride carbonica all’anno. Per mettere in prospettiva la cifra, basti pensare che è lo stesso quantitativo prodotto annualmente da 780mila voli aerei tra Londra e New York. Per riequilibrare gli effetti di tutte queste emissioni sarebbe necessario piantare 33,4milioni di alberi.

A seguirle YouTube, poi, c’è proprio Google, che con 2,929 milioni di persone che utilizzano ogni giorno il motore di ricerca produce 267 miliardi di grammi di COl’anno. Tutte queste emissioni, tuttavia, dal 2007 sono compensate da un utilizzo al 100% di elettricità prodotta tramite energie rinnovabili. Ma, come sa Big G, questo non è abbastanza e il suo obiettivo – come quello di Facebook – è arrivare al 2030 utilizzando esclusivamente energia priva di emissioni di carbonio.

Ma come si può calcolare la quantità di COemessa da un sito? Innanzitutto bisogna sapere che più è lento il caricamento di un sito, più energia viene utilizzata e, di conseguenza, più carbonio viene prodotto. Ciò è dovuto a una serie di fattori tra cui il trasferimento dei dati, l’intensità energetica dei dati web, la fonte di energia utilizzata e l’intensità di carbonio dell’elettricità.

Classifica dei siti che producono più CO2 (fonte: WebsiteToolTester)

Basandosi su questi dati, WebsiteToolTester ha stilato una lista dei siti internet più e meno ecologici. Nella lista dei peggiori in coda a YouTube e Google, sul terzo gradino del podio, c’è una piattaforma per le videoconferenze che ha spopolato durante la pandemia. Si tratta di Zoom che con il suo traffico giornaliero di 83 milioni di utenti emette annualmente oltre 114 miliardi di grammi di CO2.

Appena giù dal podio si trova il sito d’informazione meno eco friendly della sua categoria: il Daily Mail. Contando oltre 10 milioni di utenti di passaggio giornalmente sulla sua homepage, il Daily Mail produce ogni anno circa 109 miliardi di grammi di anidride carbonica.

Il quinto posto della categoria dei siti con la peggior emissione di COannuale va invece a Reddit (103 miliardi g emessi), seguito da Amazon (93miliardi g emessi) e il motore di ricerca russo Yandex (81 miliardi  emessi). In ottava posizione si trova il primo social network di questo elenco che con 192milioni di utenti giornalieri produce oltre 58,7 miliardi di grammi di anidride carbonica all’anno: si tratta di Twitter.

Se Twitter è il social network con più emissioni, il secondo (nono nell’elenco generale) è Facebook. Come Google anche Facebook è impegnato attivamente nel tentativo di diventare carbon free. Questo suo sforzo lo si evince anche dal fatto che, nonostante i suoi 666milioni di utenti che ogni giorno passano dalla sua homepage, il social network produca annualmente solo 48miliardi di grammi di CO2.

Secondo la ricerca, Twitter rilascia 0,84 grammi di anidride carbonica per ogni visita sulla sua home page mentre Facebook ne produce 0,2g.

A chiudere la top 10 dei siti che emettono più anidride carbonica all’anno c’è Yahoo che riversa nell’atmosfera oltre 45 miliardi di grammi di carbonio.

Siti con la minor emissione di carbonio per singola visita (immagine WebsiteToolTester)

Vale la pena, però, guardare anche l’altro lato della medaglia e dare il giusto riconoscimento ai siti che producono meno anidride carbonica annualmente.

Il titolo di homepage più pulita va a Instagram che, a differenza del suo fratello maggiore Facebook produce solamente 0,01 g di carbonio ogni volta che un utente accede al proprio account. Il Telegraph è un altro sito editoriale che ottiene buoni risultati, riesce a caricarli al costo di soli 0,02 grammi di carbonio. Questo è in parte dovuto al suo layout chiaro che, utilizzando più testo che immagini, permette al sito di caricarsi più velocemente su tutti i browser web, limitando così il buffering.

Il gradino più basso del podio dei siti con meno emissioni è, per finire, occupato da DpBoss, un sito indiano di matka (una sorta di lotteria) che produce solo 0,05 grammi di carbonio ogni qualvolta la sua pagina viene caricata.

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