
(ANSA) – LONDRA, 10 FEB – Rischia di macchiarsi di fango, per
supposta colpa degli eredi, la ‘favola’ di Tom Moore: il defunto
veterano delle forze britanniche (per tutti “Captain Tom”)
sepolto centenario nel 2021 con tutti gli onori dopo aver
promosso con incredibile energia una raccolta di donazioni
popolari da record al servizio sanitario pubblico del Regno
(Nhs) nei primi tempi della pandemia da Covid.
Decorato con il titolo di sir dalla regina in persona pochi
mesi prima della morte, ed esaltato come un eroe nazionale
bipartisan dalla politica, Moore ha lasciato in eredità una
fondazione chiamata a continuare a distribuire aiuti. Fondazione
i cui bilanci sono tuttavia ora al vaglio di un’investigazione
dell’authority indipendente britannica incaricata di sorvegliare
gli enti di beneficenza, dopo un’inchiesta del giornale online
Independent che ha rivelato sospetti su una gestione discutibile
delle risorse incamerate. Il vertice della Captain Tom
Foundation si è affrettato a diffondere un comunicato per
assicurare la massima collaborazione agli ispettori, “grato per
l’aiuto” che la verifica potrà dare a riassestare “un’organizzazione ancora giovane”.
Al di là delle frasi di circostanza restano tuttavia i numeri
denunciati dall’Independent, stando ai quali in un anno la
fondazione ha incassato 1,1 milioni di sterline, spendendone
meno della metà e destinandone finora a concrete attività
caritative poco più di 40.000. Non senza stanziare invece
260.000 sterline per l’autosostentamento e 140.000 per
compensare o rifondere il proprio management. E questo senza
contare le oltre 50.000 sterline dichiarate in uscita in
direzione di almeno due società di consulenza create di fresco
da una delle due figlie di Moore e da suo marito (Hannah e
Colin, alternatisi in questi mesi alla guida della stessa
Foundation) a titolo di “rimborsi” per servizi privati di
promozione “offerti” alla stessa associazione benefica. (ANSA).
