
(ANSA) – TUNISI, 10 FEB – “Siamo uno Stato sovrano, siamo
consapevoli degli equilibri internazionali e conosciamo accordi
e convenzioni internazionali meglio di loro”. Queste le parole
del presidente tunisino Kaïs Saïed al ministro degli Esteri,
Othman Jerandi, in relazione alle preoccupazioni espresse
recentemente dagli ambasciatori del G7 in Tunisia, nonché dal
rappresentante dell’Ufficio dell’Alto Commissario per le Nazioni
Unite per i diritti umani dopo la decisione di Saied di
sciogliere il Consiglio superiore della magistratura.
“Ci impegniamo a rispettare i principi di libertà, democrazia
e giustizia. Allora perché questa preoccupazione? La Tunisia non
è né una fattoria né un prato. Sono pienamente consapevoli degli
sconfinamenti e degli omicidi che hanno avuto luogo, ma nessuno
di loro sembra essere interessato a questo”, si legge in una
nota della stessa presidenza.
Saïed ha poi spiegato che gli eccessi commessi dai membri del
Csm sono gravi. “Non siamo un popolo selvaggio e sappiamo
perfettamente cosa vogliamo. Non accettiamo di interpretare il
ruolo dello studente con loro a fare da insegnanti. La Tunisia
ha le sue specificità. La Tunisia non è una fattoria e quindi
all’estero dovrebbero prestare attenzione alle loro posizioni e
reazioni”.
“Non siamo selvaggi. La nostra gente sa cosa vuole. Non
abbiamo grandi risorse, ma abbiamo idee”. “Parliamo con tutti,
siamo uno stato sovrano che rispetta la legge e aspiriamo non a
quello che definiscono Stato di diritto, ma a una società di
diritto”, ha affermato il Presidente della Repubblica. (ANSA).
