La diffusione dei videogame
I videogame fanno ormai parte della nostra quotidianità e non sono più relegati ad una forma di intrattenimento fine a se stessa, ma creano dinamiche più complesse che toccano la cultura di massa, con ritorni economici per gli sviluppatori davvero importanti, tanto da rendere le software house quotate in borsa.
Di recente lo stesso “Netflix” ha sondato il terreno in ambito di videogame, lanciando mini videogiochi fra i suoi contenuti o serie tv interattive che permettono di eseguire scelte che cambiano la trama e la storia dei personaggi, come abbiamo già visto con “Black Mirror Bandersnatch”.
I giochi creano giri milionari fra gadget correlati e film che prendono vita proprio dalle saghe dei videogiochi, come è successo con la più recente e acclamata serie della HBO, reperibile su Now Tv, “The Last of us”, che trae le sue radici dall’omonimo videogioco del 2013.
I videogame che hanno fatto storia, sono diventati parte della cultura pop e hanno fatto il giro del mondo. Pensiamo al famoso Super Mario ad esempio, che ha appassionato generazioni ed è oggi conosciuto in tutti i Paesi del mondo, dall’Asia all’Occidente.
La larga diffusione di questi è riconducibile senz’altro alla loro completezza: musica, azione, grafica, design ed interattività per mettere lo spettatore al centro. Un successo quindi, per forza assicurato.
Quando i videogiochi diventano icone: Final Fantasy, Tomb Raider e Resident Evil
Parecchi sono i nomi da citare quando si parla di videogame che hanno fatto storia. Apprezzati dal pubblico, dalla critica e diventati vere e proprie celebrità.
Ma quali sono i giochi più amati? E quali sono gli ingredienti che rendono un semplice videogioco, un “videogioco epico”?
Sicuramente ci sono delle caratteristiche che un videogame deve avere per diventare leggenda e non parliamo solo dei personaggi, la cosa più immediata a cui si possa pensare, ma anche elementi quali le musiche originali che fanno si che un gioco possa essere ricordato, ed i simboli ad esso collegato (pensiamo alla maschera di Aku Aku per il famoso “Crash Bandicoot” o gli stessi simboli della console Play Station).
La musica è un elemento che tocca fortemente le emozioni e associata all’esperienza di gioco, sarà sicuramente ricordata e riconosciuta dai gamer dalle prime note. Ci sono tanti giochi che hanno fatto la storia per le musiche originali e giochi minori, anche reperibili online che hanno la propria colonna sonora, che li rende riconoscibili: un esempio classico é Book of Ra per i giochi online stile classico o Final Fantasy per i grandi giochi per console.
Non importa quanto budget si ha a disposizione, né il target a cui è indirizzato il gioco: la musica resta una componente essenziale per creare azione, suspanse, nonché conferire identità al gioco stesso. Per questo esistono compositori che si dedicano alla creazione di colonne sonore per videogiochi i quali hanno il compito di rendere una colonna sonora talmente epica, da trascendere il gioco stesso e diventare un cult.
La cultura Pop nel mondo del digitale
Grazie all’avvento del digitale che ha permeato la Società Contemporanea in ogni suo aspetto e sta rivoluzionando anche il settore pubblico e le Istituzioni, la cultura “pop” (che sta a significare “popolare” o di massa) riesce a raggiungere un numero sempre maggiore di persone, come non era mai successo con i mezzi di comunicazione tradizionali, come ad esempio le radio e le tv.
Complice la globalizzazione, ma anche la diffusione massiva degli smartphone, che vede gli italiani in prima linea nel consumo di contenuti digitali con un 55% di identità digitali attive nella fascia 19-79 anni (dati destinati ad aumentare entro il 2030).
La cultura di massa è poi oggi fortemente influenzata anche dai videogame come già accennato, perché grazie alla loro distribuzione di massa e alla diffusione di contenuti web ad essi correlati in diversi Paesi fra Asia e Occidente, questi hanno modo di essere visti, condivisi, scambiati e fatti diventare iconici. Proprio sul Web tra forum, blog e community e ancora sui social, i videogame hanno modo di diventare dei pezzi fondamentali della cultura di massa.
La diffusione della cultura pop connessa ai videogame non si esaurisce però al mondo del digitale, ma è legata molto anche all’offline: sono tanti gli eventi e le fiere organizzate in tutta Europa, Stati Uniti, Corea e Giappone, dedicati ai videogame e ai loro personaggi più celebri, che creano un filo conduttore fra culture diverse, ma unite dalla passione per i videogame.
Proprio grazie a questo filo conduttore fatto di simboli, colonne sonore, gesti e personaggi, i quali richiamano il mondo dei videogame e tanti appassionati, che si crea e si diffonde la cultura popolare.
Quando un fenomeno di questo tipo si estende a macchia d’olio diventando virale e coinvolgendo anche i “non-gamer”, spesso assistiamo a remake dei videogiochi più famosi, adattati alle nuove tecnologie, e alle nuove risoluzioni degli schermi, o ancora alla creazione di film che si ispirano ai giochi, come nel già citato caso recente di “The Last of Us”, la cui serie viene oggi acclamata anche da coloro che non conoscevano il videogame.
Non solo i film e le piattaforme streaming, anche i social hanno poi un grande impatto nella diffusione della cultura pop in modo massivo, ed è proprio dai social che spesso alcuni contenuti diventano “virali”, grazie anche all’immediatezza di condivisione che essi ci consentono.
