Scii, ancora una volta c’è la chiusura
Maledetta variante inglese del Covid. È lei che ferma in exstremis la riapertura dello scii da oggi, 15 febbraio e la rinvia al 5 marzo, ovvero al naturale scadere del Dpcm.
Lo sci non riparte
Le preoccupazione per le varie mutazioni del virus che circolano già in Italia e che rischiano di provocare una nuova epidemia, hanno convinto il ministro della Salute Speranza ad accogliere il grido d’allarme del Cts che chiedeva di non permettere agli impianti sciistici di rimettersi in moto.
La rabbia degli operatori di montagna
La notizia in sé e il minimo preavviso provoca l’ira degli operatori, pronti ad accogliere i turisti per non dichiarare completamente persa la stagione. E rende furiose le Regioni del nord come Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli e i sindaci dei comuni di montagna, che parlano di «stupore e sconcerto». Il Governo ha promesso immediati ristori, ma le critiche sono trasversali.
Ricciardi: «Sci non compatibile con il contrasto alla pandemia»
Ma il consigliere del ministro della Salute, Walter Ricciardi, è stato chiaro: «In questo momento le attività che comportino assembramenti non sono compatibili con il contrasto alla pandemia da Covid-19 in Italia e gli impianti da rientrano in tali attività. Non andrebbero riaperti. Non dimentichiamo – ha sottolineato – che la variante inglese è giunta in Europa proprio passando dagli impianti di risalita in Svizzera». Riporta VanityFair.it
