Lanciato dall’azienda casearia spagnola Pascual, si propone di sostenere le tecnologie per coltivare in laboratorio latte e latticini, proprio come avviene con la carne

Se riusciamo a creare in laboratorio la carne, perché non fare lo stesso con il latte? Se lo è chiesto Pascual, una delle principali aziende spagnole di prodotti caseari e bevande. E, come risposta, ha lanciato Mylkcubator, il primo incubatore globale per sviluppare tecnologie di agricoltura cellulare nel settore dei latticini. Scopo del programma è selezionare e sostenere le startup più innovative impegnate nella ricerca su latte e formaggi artificiali.
Proprio come quella della carne, anche la produzione di latte e affini ha un impatto sull’ambiente piuttosto pesante. Una mozzarella ha sicuramente una minor impronta climatica rispetto a una bistecca (tralasciando il fatto che nessun animale viene ucciso per ottenerla), ma le mucche munte inquinano, soprattutto producendo metano, tanto quanto quelle che finiscono nel macello. Da qui la sfida di ottenere un latte sostenibile in laboratorio, proprio come succede con il pollo e la carne. Battendo due strade: la fermentazione di precisione e la coltivazione cellulare.
“L’obiettivo è identificare quelle startup che possono creare latte a base cellulare con almeno lo stesso valore nutrizionale del latte tradizionale se non superiore”, ha spiegato Sejal Ravji, direttore di Pascual Innoventures, a FoodIngredientsFirst. “Diverse componenti del latte vengono perse durante la pastorizzazione: i nuovi processi potrebbero aiutare a recuperare questi nutrienti”. Il limite più grande, al momento, è quello economico, continua Ravji. Iniziative come Mylkcubator potrebbero aiutare le startup del food-tech a produrre volumi industriali, rendendole competitive sul piano economico. La selezione, che avviene a livello globale, è aperta fino al 20 giugno.
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