Il logo di Calibra, il portafoglio elettronico che gestirà la criptovaluta di Facebook, Libra, è pericolosamente simile a quello di una società di mobile banking (ed è stato progettato dallo stesso studio)

Facebook ha un nuovo grattacapo che riguarda il lancio della sua criptovaluta Libra. Calibra, il portafoglio elettronico che gestirà la criptovaluta del social network di Menlo Park, è stato citato in giudizio per violazione del marchio dall’applicazione di mobile banking Current.
La denuncia è stata presentata nella giornata di giovedì 10 ottobre alla Corte distrettuale di New York, e si basa sull’eccessiva somiglianza – per usare un eufemismo – tra il logo di Calibra con quello di Current, depositato già ad agosto del 2016.
Current chiede un’ingiunzione e danni monetari, sostenendo che “il marchio adottato e utilizzato da Calibra non solo confonde in quanto simile, ma risulta praticamente identico al marchio attuale [di Current]”.
this is what happens when you only have 1 crayon left pic.twitter.com/2JY5JfesQD
— Current (@current) June 19, 2019
La piattaforma bancaria Current si basa su un’applicazione che condivide con Libra l’obiettivo di semplificare i servizi finanziari, ma si differenzia dal progetto di Facebook in quanto, a differenza del social network, sfrutti le banche tradizionali e non un sistema di criptovaluta digitale.
I due loghi, come riportato nel verbale della causa, sono stati progettati dalla medesima società di branding, Character, con sede a San Francisco: anch’essa, ça va sans dire, è stata nominata come imputato nella causa.
Sebbene il logo in uso da Current sia lo stesso dal 2016, la società si è rivolta alla legge soltanto il 26 giugno 2019, cioè otto giorni dopo che Facebook ha rivelato al mondo il suo progetto e il logo di Libra. Il Ceo di Current, Stuart Sopp, ha subito messo in evidenza le somiglianze rivelando alla Cnbc che la sua società aveva collaborato con Character per 6 mesi prima di creare il logo utilizzato da Current. “Facebook ha tutti i soldi e le risorse del mondo. Se davvero volessero rendere il sistema bancario più inclusivo ed equo, avrebbero dovuto sviluppare le proprie idee e il proprio marchio, come abbiamo fatto noi”, ha affermato Sopp.
La vicenda segna l’ennesimo intoppo per Menlo Park e Mark Zuckerberg sul tema della sua moneta digitale, dopo l’uscita di PayPal, Stripe ed eBay dal progetto.
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