Il clochard cinese è stato riportato in Cina dove la questura è riuscita, dopo molti tentativi, a rintracciare i familiari.
Dopo anni di bagni nelle fontana del Bacchino, di panni lavati e stesi davanti al Palazzo Pretorio, di bisogni fatti nelle aiuole davanti agli occhi sbarrati dei passanti, Godenzio, all’anagrafe Hu Li Xia, è tornato a casa, in Cina. Nessuno mai saprà più niente del clochard che trascorreva le sue giornate in centro storico.
Qui oziava tra un bucato steso davanti a Palazzo Pretorio e un bagno nella fontana del Bacchino.
Due mesi fa la questura lo ha rimpatriato dopo aver rintracciato i familiari. Questi si sono detti disponibili a prendersi cura dell’uomo che soffre di un ritardo psichico. Per molto tempo è stato uno dei clochard pratesi: carattere mite, stralunato, vestito di stracci sporchi, sempre con un paio di scarpe finite quando non scalzo, ha girovagato in largo e in lungo per la città dalla quale ha anche preso qualche pausa come quando lo segnalarono a Roma e a Firenze e in altre parti d’Italia.
Qualcuno, tempo fa, aprì una pagina Facebook dedicata al senzatetto cinese: “Avvistamenti Godenzio”. Una iniziativa alimentata con foto, vere e proprie segnalazioni, una attenta mappatura di tutti o quasi gli spostamenti.
LA VITA DI GODENZIO
Una vita ai margini, un vissuto degradato, i pasti racimolati nei cassonetti dell’immondizia. Mai una mano tesa a chiedere spiccioli. Godenzio è finito in mezzo alla strada dopo essersi ammalato. La famiglia lo ha abbandonato dopo che l’orientale si è ammalato. Chi lo lo conosce parla di soldi persi al gioco, di una moglie stanca di un uomo che cominciava a dare segni di instabilità mentale, di uno stato di solitudine che lo ha spinto a fare il barbone.
Numerosi gli interventi della polizia, dei carabinieri, della polizia municipale per arginare le stravaganze di Godenzio. Una presenza non pericolosa ma certamente faticosa. Un paio di mesi fa il clochard è salito su un aereo diretto in Cina ed è tornato dai familiari. Nessuno saprà mai più niente di lui ma resteranno i selfie postati sui social da qualche pratese, i video del bucato steso al sole in piazza del Comune e le foto rubate ad un uomo spesso nudo che tante volte ha fatto della fontana del Bacchino la sua vasca da bagno.
NelloPaolo Pignalosa
