Brunico investe sul futuro delle automobili

Al via i cantieri per la sede di Noi Tech Park di Brunico, una struttura dedicata alla ricerca e sviluppo nel settore dell’automotive, che in Val Pusteria occupa il 10% dei lavoratori

Il Noi tech park di Brunico in un rendering
Il Noi tech park di Brunico in un rendering

Più di 800 aziende specializzate, oltre 16mila occupati, un fatturato che supera il miliardo di euro e rappresenta il 50% dell’export locale. Ed entro il 2022 anche un centro dedicato alla ricerca e sviluppo. Benvenuti in Val Pusteria, uno dei centri nevralgici dell’industria italiana dell’automobile.

Non avrà una storia legata a grandi marchi, né è terra di case automobilistiche entrate nell’immaginario collettivo. Eppure è dalle parti di Brunico che vengono sviluppati componenti montati da un terzo delle auto che circolano sul pianeta. “In Alto Adige il 3% dei lavoratori è impegnato nel settore dell’automotive. Rispetto alla media italiana dell’1%, siamo più vicini a realtà come Germania e Austria”, spiega a Wired Klaus Mutschlechner, membro dell’Automotive Excellence Alto Adige, consorzio di imprese altoatesine del settore. “Qui in Val Pusteria”, aggiunge, “arriviamo però al 10%”.

Anche per questo è proprio qui che sono iniziati i lavori per realizzare una nuova sede di Noi TechPark, il parco tecnologico di Bolzano. Un’iniziativa promossa dall’Automotive Excellence Alto Adige che vede come partner la Libera Università di Bolzano. La struttura, i lavori per la costruzione della quale sono iniziati a metà settembre, avrà una superficie di 6mila metri quadrati. Al suo interno lavoreranno 75 tra ricercatori e tecnici.

Un’operazione da 31,6 milioni di euro, finanziati in parte (8,6 milioni) dalla spa che gestisce il parco tecnologico. Mentre la Provincia autonoma ha stanziato 18 milioni come anticipo rispetto ad un contributo di pari importo del Fondo di sviluppo e coesione dell’Unione europea. Ed ha aggiunto 5 milioni di risorse proprie.

Prospettive future

Un investimento deciso prima della pandemia, la posa della prima pietra era prevista per la fine di aprile, e confermato nonostante la crisi. “Non sappiamo come sarà il mondo nei prossimi mesi. È vero, il lockdown ha creato un buco nelle vendite del settore automobilistico, ma già a settembre le aziende altoatesine sono tornate ai carichi di produzione precedenti. Siamo quasi alla normalità“, dice il coordinatore. Restano, ovviamente, le incertezze sul futuro. Di fronte alle quali, insiste però Mutschlechner, “è ancora più importante fare rete”.

E appunto investire in un progetto come il Noi Tech Park di Brunico. Un centro di ricerca all’interno del quale l’attività “si concentrerà sui target del settore. Ovvero sulla digitalizzazione, ma soprattutto sul passaggio dalla combustione tradizionale alle nuove tecnologie di propulsione elettrica”, prosegue Mutschlechner. L’auto del futuro, ne è convinto, è quella ibrida, aggiunge: “Il mercato si evolve in questo senso e noi come fornitori dobbiamo adattarci”.

E la guida autonoma? “Per ora nessuno ci sta lavorando in Val Pusteria. Ma non è detto che non diventi un tema anche qui. Del resto, è il più grande hype nel settore dell’automotive, prima o poi sarà il mercato a richiedere veicoli a guida autonoma. La tecnologia è più avanti di quanto si pensi, ma la sua diffusione viene frenata da questioni legislative e assicurative, commenta.

La struttura sorgerà al posto della vecchia autostazione di Brunico. E non sarà un corpo estraneo alla vita della cittadina. Ospiterà un centro eventi pensato per le associazioni e garantirà 380 posti auto interrati. Infine, in un’ottica di sostenibilità, l’edificio sarà dotato di pannelli fotovolatici, l’energia prodotta dai quali sarà accumulata sotto forma di idrogeno. Che verrà studiato come propulsore dei motori delle auto: la mobilità del futuro passa anche da qui.

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