Il numero speciale di Vanity Fair diretto da Francesco Vezzoli è stato celebrato in una mostra

Il numero speciale del settimanale è diventato l’oggetto di una mostra organizzata a Palazzo Serbelloni, in corso Venezia 16, nella sede di Sotheby’s Milano

È uscito in edicola mercoledì 23 settembre il numero speciale di Vanity Fair diretto dal grande artista Francesco Vezzoli e dedicato alle donne italiane, celebrato ieri sera in una mostra organizzata a Palazzo Serbelloni, in corso Venezia 16, nella sede di Sotheby’s Milano. 

Protagoniste del numero donne simbolo per l’Italia e per il mondo, esempi di una cultura progressista che cerca il dialogo e che si oppone allo schema patriarcale per estirpare gli stereotipi di genere. A ciascuna di queste donne, Francesco Vezzoli ha dedicato una nuova opera d’arte realizzata in esclusiva per Vanity Fair, ritraendole attraverso artwork che rendono il numero un’edizione da collezione. In questa galleria iperbolica di volti contemporanei, tra le altre Chiara Ferragni diventa la Madonna di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato, Barbara D’Urso la contessa du Barry, Luciana Lamorgese Giovanna D’Arco ed Emma Bonino il Mahatma Gandhi.

Forte componente visuale anche per la sezione moda, che mette a fuoco l’analisi femminile e femminista del fashion system contemporaneo sviluppando i tre temi cardine che caratterizzano il lavoro delle più grandi maison e dei più bravi creativi d’oggi: il femminismo, l’anti femminismo e la questione del genere. Il primo tema, il femminismo, è rappresentato dall’opera della grande artista italiana Paola Mattioli, realizzato in esclusiva per Vanity Fair, con un commento d’autore, anzi d’autrici, condotto dall’esperta d’arte Raffaella Perna e da Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa delle linee femminili di Dior. Il secondo, l’anti femminismo, si incarna in Valentina, il personaggio culto dei fumetti di Guido Crepax, ridisegnato da Francesco Vezzoli con un guardaroba che raggruppa i capi più audaci delle collezioni moda del recente autunno inverno.

La questione di genere, infine, viene raccontata in un’opera di Vezzoli che ritrae un casting di donne transgender vestite, non a caso, con l’abito del nemico, il look convenzionalmente appartenuto alla borghesia, in un capovolgimento di un’estetica che storicamente ha escluso e che oggi, all’opposto, diventa arma d’inclusione.

Le prove di stampa di queste pagine speciali sono state proprio l’oggetto della mostra organizzata ieri sera per alcuni selezionatissimi ospiti. Un’occasione per celebrare la mission di Vanity Fair: portare l’arte nelle pagine del giornale e fisicamente anche in tutti i luoghi sociali e urbani per creare dibattito, conoscenza ed emancipazione e dare nuovi significati e nuove traiettorie all’informazione cartacea.

Tendercapital, tra i player internazionali indipendenti attivi nel settore dell’asset management, sostiene la celebrazione del numero di Vanity Fair firmato da Francesco Vezzoli nel segno della sua attività decennale a supporto dell’innovazione e della qualità dei linguaggi artistici. Un impegno che spesso si è concretizzato nella produzione di progetti originali di artiste donne, tra le quali Letizia Battaglia e Martha Fiennes.

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