Anche Twitter rimuove i post di chi nega l’Olocausto

Giro di vite sui contenuti che negano o distorcono lo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale e, in generale, i genocidi

(Photo Illustration by Rafael Henrique/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

Twitter segue l’esempio di Facebook e vieta a sua volta i tweet che negano l’Olocausto. Il social network inserisce le discussioni negazioniste tra quelle nel mirino della sua politica contro i comportamenti ostili, violenti e di discriminazione etnica o religiosa. “Condanniamo fermamente l’antisemitismo. La condotta odiosa non trova assolutamente posto nel nostro servizio“, ha dichiarato a Bloomberg un portavoce di Twitter.

Anche la piattaforma fondata da Jack Dorsey sembra preoccupata dell’aumento dell’antisemitismo e della diffusa ignoranza sullo sterminio degli ebrei sotto il regime nazista, che i concorrenti di Facebook hanno documento con una ricerca sul tema. Pertanto, anche Twitter ha deciso per un giro di vite sui post che negano o diffondono fake news sull’Olocausto.

A differenza di Facebook, spesso avversato per l’atteggiamento lassista su questi temi, Twitter non ha mai ricevuto critiche mirate relative alla presenza di gruppi o account organizzati che sminuivano la gravità dell’Olocausto. Ciononostante, da tempo il social network combatte con la forte presenza di gruppi suprematisti bianchi e neonazisti e solo negli ultimi anni ha iniziato realmente a prendere delle contromisure.

Sebbene le regole di Twitter non affermano esplicitamente che negare avvenimenti storici come lo sterminio degli ebrei sia vietato, l’azienda ha deciso di adottare una linea “tolleranza zero”: per questo, tweet che sminuiscono, negano o distorcono la realtà documentata dell’Olocausto saranno rimossi. In generale, questa regola sarà adottata anche nei dibattiti che riguardano altri casi di genocidio.

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