Lavorare da letto in regime di Smart Working, si può?
Con l’esplosione dello smart working e la necessità di ritagliarsi nuovi spazi in casa, lavorare dal letto invece che dalla scrivania, potrebbe essere una tentazione comoda per molti, una scusa per rimanere rannicchiati indossando il pigiama tutto il giorno. Ecco quanto riporta in un focus Vanity Fair.it.
Ma con buona pace di chi sostiene che per non cadere nella pigrizia fisica e mentale bisogna darsi un tono e scadenzare le giornate con ritmi ben precisi, cosa c’è di sbagliato nel rimanere a letto? Secondo una ricerca condotta da Ascenti nel Regno Unito, dall’inizio della pandemia il 55% delle persone preferisce lavorare dal letto.
E, buona notizia: secondo gli esperti non è per forza una abitudine negativa per la salute.
«Il letto può sembrare uno spazio tranquillo e sicuro, in particolare quando l’ansia è un problema e si soffre di stress», afferma Kerry Quigley, consulente accreditato dalla British Association per terapia di supporto e psicoterapia. «Eliminare lo stress consente di strutturare meglio la giornata e la gestione del tempo, aumentando la produttività e migliorando la soddisfazione sul lavoro».
L’importante è allestire questo «ufficio di fortuna» con piena consapevolezza, per evitare che abbia un effetto rebound sulla salute mentale. «Quando possibile, è bene incorporare esercizi, pause regolari e interazione sociali nella routine quotidiana».
Come sottolinea Paul McCrossin, presidente della United Chiropractic Association e interpellato dal brand Otty, stare a letto può aver degli effetti negativi. «I letti sono progettati per il riposo e il sonno, passare troppo tempo a letto può impattare sulla salute in modi diversi. Stare sdraiati per lunghi periodi può portare irrigidimento, dolori fisici, stanchezza e scarsa concentrazione».
Insomma, lavorare dal letto sì, ma non deve diventare un’abitudine per stare costantemente col collo «incassato» e la schiena gobba. Per gli irriducibili, pigri o che semplicemente si sentono più a proprio agio nella loro indisturbata comfort zone, Paul McCrossin consiglia alcuni gesti da mettere in pratica per lavorare dal letto migliorando la postura.
- Sedetevi il più possibile con la schiena in posizione verticale, mettendo un cuscino dietro la parte bassa della schiena e posizionando il computer su una mensola apposita davanti a voi. (Esistono i vassoi da letto oppure dei tavolini mobili fatti apposta).
- Posizionate il computer all’altezza del petto.
- Evitate di stare incurvati davanti guardando verso il basso.
- Muovetevi regolarmente, preferibilmente ogni 30-45 minuti.
- Eseguite movimenti che compensano la posizione in cui si è stati. Per esempio, allungare le braccia sopra la testa consente di distendere la colonna.
